Eliana Schiavon, neo-eletto presidente della S.I.B. (Società Italiana di Buiatria), illustra le priorità del suo mandato, che avrà termine il 31 dicembre 2022. Tra gli obiettivi la formazione ai massimi livelli, il dialogo con le altre associazioni di settore, ma soprattutto l’attività rivolta ai futuri veterinari di allevamento.

Da questo mese di gennaio è entrato ufficialmente in carica il nuovo Consiglio Direttivo della S.I.B. (Società Italiana di Buiatria) per il triennio 2020-2022, eletto nel novembre scorso, in occasione del 51° Congresso nazionale della società.
Il rinnovato Consiglio direttivo è formato dal presidente, Eliana Schiavon, dipendente del Servizio Sanitario Nazionale (Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie), dal vice-presidente Andrea Beltrami, dipendente dell’industria privata, dal segretario Maurizio Monaci del Dipartimento di Medicina Veterinaria di Perugia (settore Clinica ostetrica e Ginecologia), dal tesoriere Cristiano Barisani, libero professionista, e dai tre consiglieri, tutti liberi professionisti: Stefano Allodi, Mariagrazia Belotti e Roberto Landriscina.

“Il primo degli obiettivi che ci siamo posti per questo triennio – sottolinea Eliana Schiavon, la prima donna a presiedere la S.I.B. in 52 anni di storia del prestigioso sodalizio – è far conoscere la nostra Società ai futuri veterinari, andandoli a trovare direttamente nelle Università. La S.I.B. ha un importante passato, ma è una società giovane di testa, con un Consiglio direttivo la cui età media non supera i 50 anni. E ai giovani vogliamo sottolineare il fatto che la buiatria non sta affatto morendo, anzi. Il nostro è un mestiere che richiede specializzazione e che si è evoluto nel tempo, costituendo tuttora un punto di riferimento per due comparti, quello della carne bovina e il lattiero-caseario, che svolgono un ruolo di primissimo piano nell’economia di questo Paese. Questo nella nostra duplice veste di specialisti della salute bovina e di tutori della salubrità del prodotto. In più la nostra è una professione a breve destinata a un fortissimo ricambio generazionale, visto che la maggior parte dei veterinari che oggi operano negli allevamenti sono sessantenni o ultra-sessantenni”.
Di qui l’intensa attività che in questo 2020 la S.I.B. dedicherà ai giovani: oltre agli incontri di orientamento rivolti agli studenti del terzo e del quart’anno del Corso di laurea in Medicina Veterinaria, saranno organizzati i corsi di ecografia, di base e avanzato, e i corsi (sempre di base e avanzato) per la conoscenza dei principali software gestionali d’uso negli allevamenti. Infine, nel quadro del 52esimo Congresso annuale, ecco i corsi pratici di diagnostica avanzata (endoscopia, radiografia, tecnica di campionamento in allevamento, ecc.). Per quanto riguarda invece i meno giovani, ci saranno gli aggiornamenti specialistici, come quelli offerti nei corsi avanzati di cui sopra o in occasione della giornata buiatrica dedicata al marketing in allevamento, caldeggiata da alcuni associati “esperti”. Nel corso del triennio non mancheranno infine i corsi sulla biosicurezza in stalla, ambito in cui l’intera categoria è chiamata a un cambio di passo.

Formazione di livello

Dunque un’offerta formativa quanto mai varia, ma che avrà prerogative precise: “il secondo obiettivo del nostro mandato – riprende infatti Eliana Schiavon – è offrire una formazione ai massimi livelli, finalizzata a far capire a fondo le problematiche per poi mettere in grado il professionista di intraprendere le migliori soluzioni. Dunque, come è già stato detto, la S.I.B. non è mai stata e non sarà mai la società dei protocolli, ma il nostro non è un rifiuto a priori: nel nostro mestiere il protocollo operativo può starci, ma è fondamentale capire perché si applica quel determinato protocollo. Un apporto determinante a questa attività di formazione di alto livello sarà certamente dato dal nuovo Consiglio direttivo, una squadra di ottimi specialisti e soprattutto di persone attive e propositive, che hanno già consentito di realizzare scelte formative importanti. Tutto questo – osserva ancora il presidente – senza mai perdere di vista la specificità della S.I.B.: il carattere distintivo del nostro sodalizio è infatti accogliere nelle nostre fila non soltanto i veterinari liberi professionisti o attivi presso l’industria privata, ma anche i dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale e dell’Università, per cui continueremo a trattare gli argomenti da tutti e tre i punti di vista, mantenendo un forte legame con il mondo della ricerca. Per cui desideriamo che le comunicazioni scientifiche mantengano e anzi sviluppino il proprio spazio all’interno del nostro congresso annuale”.

Aperti al dialogo

Terzo e ultimo obiettivo, l’apertura alle altre associazioni di settore. “Alle donne – sottolinea Eliana Schiavon – vengono solitamente riconosciute ottime doti diplomatiche, per cui come presidente donna farò tutto il possibile per migliorare il dialogo in essere con le altre società scientifiche attive in campo buiatrico, e che negli anni sono nate per gemmazione dalla S.I.B. Siamo infatti convinti che occorra lavorare insieme, condividere i processi formativi fino a ipotizzare un comune percorso futuro. Questo nell’ottica di proporre al buiatra un’offerta formativa sempre meno frammentaria e dispersiva, perché oggi il professionista che lavora ha poco tempo, e non riesce certamente a seguire tutto quello che vorrebbe”. La buiatria prima di tutto.

A proposito di SIB

La Società Italiana di Buiatria (S.I.B.) è un’associazione scientifica che si è costituita a Bologna nel 1968, per iniziativa di 23 veterinari italiani, allo scopo di riunire tutti coloro che si dedicano, nella ricerca e nella pratica, allo studio delle malattie della specie bovina, di indire riunioni aventi per argomento tali patologie, per informare sui nuovi risultati di ricerche ed esperienze pratiche, e per discuterne su scala nazionale, promuovendo in questo modo scienza e pratica.

Ufficio stampa S.I.B. – Alessandro Amadei/Terqua Terque
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